Grano saraceno: etimologia e significato
Partiamo innanzitutto dalla parola grano, che proviene dal latino granum «frumento; chicco». Nome generico che indica le varie specie e varietà di piante del genere Triticum della famiglia delle graminacee, ovvero il frumento. Ma andiamo nel particolare: grano saraceno o gran saraceno, è il nome di piante coltivate delle poligonacee, originarie dell’Asia centrale, ma coltivate anche nei paesi freddi. In Italia soprattutto nelle vallate alpine per i frutti che si usano come mangime per animali domestici e per ricavarne una farina nutritiva.
Quindi il nome potrebbe trarre in inganno. Il grano saraceno, infatti, non è un cereale e non fa parte della stessa famiglia del frumento, delle graminacee. Il suo nome trova le sue origini nella cultura orientale, conosciuto come Heidenkorn, ovvero grano dei pagani. In Cina il consumo del grano saraceno è provato già dall’inizio del X secolo, mentre in Europa fu diffuso solo nel XV secolo. In particolare, prese piede in Germania grazie all’arrivo dei Mongoli. Altre teorie storiche suppongono che il grano saraceno sia stato invece portato nei Balcani dai turchi e poi esportato in tutta Europa.
Ma da dove deriva l’appellativo “saraceno”? La teoria più accreditata, ipotizza che questo grano sia stato portato dai mercanti arabi, appunto saraceni; l’aggettivo è stato associato a questi chicchi dal colore scuro proprio come la pelle dei saraceni.
Un’altra curiosità su questo tipo di grano è che senza usare una grande immaginazione i dialetti valtellinesi lo appellarono fin dalla sua comparsa furmentun (o formentone), anche se la pianta si differenzia molto da quella del frumento e dei comuni cereali, proprio perché fa parte di un’altra famiglia.
Ma che cos’è questo grano saraceno?
Il grano saraceno, detto anche “grano nero”, è una pianta erbacea appartenente al ramo delle poligonacee. La nomenclatura latina Polygonum fagopyrum è composta da vari elementi. Fagopyrum è l’insieme di faggio, l’albero, e piro, che indica il frumento. Il grano saraceno è quindi associato al faggio per la somiglianza dei semi triangolari, mentre è riferito al piro perché dai semi macinati si ottiene la farina di grano saraceno.
Una grande differenza con il frumento è che il grano saraceno è naturalmente senza glutine. Ma non solo, le proprietà nutrizionali del grano saraceno sono ottime e spesso, infatti, viene accomunato ai legumi e ai cereali, pur non rientrando in nessuna delle due categorie.
Le proprietà del grano saraceno
Tra le proprietà del grano saraceno troviamo anche quella di dare un ottimo apporto di energie. Inoltre, è una fonte di polifenoli antiossidanti, come la rutina, la catechina e i tannini. Ed è un ottimo aiuto per la regolarità intestinale.
In Italia il grano saraceno è coltivato soprattutto nel nord Italia, nelle province di Sondrio e Bolzano. Le ricette con il grano saraceno sono quindi tipiche di quelle zone montane. Un esempio? I pizzoccheri!
Ma la farina di grano saraceno si può utilizzare anche per la creazione di biscotti di grano saraceno, pane di grano saraceno e tante altre ricette di prodotti da forno. Ma non solo, è in commercio anche la pasta di grano saraceno! Naturalmente gluten free e super digeribile.
Sul sito di Oltresole trovi la farina di grano saraceno bio: https://www.oltresole.com/farine/782-farina-di-grano-saraceno-bio-1-kg.html
E anche la pasta di grano saraceno integrale bio: https://www.oltresole.com/pasta/594-pasta-di-mais-e-grano-saraceno-bio-ritorti-500-g.html
Semi di sesamo: proprietà
Tra le proprietà più conosciute dei semi di sesamo, c’è il ricco contenuto di magnesio e fibre. I semi di sesamo hanno tanti benefici: sono un’ottima fonte di grassi buoni, minerali e vitamine, tra cui il calcio. Sono consigliati, infatti, proprio per aiutare il corpo a mantenersi in buona salute.
I semi di sesamo possono essere conservati in vario modo: essiccati o tostati. In base al procedimento i semi appaiono di colore più chiaro o scuro. Il sesamo è naturalmente gluten free e può essere usato anche da chi non può mangiare il glutine.
I semi di sesamo sono ricchi di olio. In Asia infatti estraggono l’olio di sesamo, che è un elemento fondamentale della cucina tradizionale.
Come mangiare i semi di sesamo
I semi di sesamo possono essere mangiati in vario modo e spesso sono utilizzati nelle ricette di prodotti da forno, come pane, cracker, grissini, ma anche per condire insalate e zuppe. I semi di sesamo sono fondamentali per un hummus coi fiocchi e sono sempre perfetti per guarnire piatti orientali, come i noodles.
Le ricette con i semi di sesamo sono tantissime. Potete sbizzarrirvi sia nella creazione di un ricco muesli o nella preparazione di cracker fatti in casa. E ovviamente nella realizzazione della vostra salsa tahina!
Sul sito di Oltresole li trovate in diversi formati: https://www.oltresole.com/semi-oleosi/675-semi-di-sesamo-bio-200-g.html
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