.

.

Il Decameron di Boccaccio

Il Decameron, o Decamerone, è una raccolta di 100 novelle scritta da Giovanni Boccaccio nel XIV secolo, tra il 1349 (anno successivo all'epidemia di peste nera) e il 1351/1353 (in base alle teorie). È considerata una delle opere più importanti della letteratura del ‘300 europeo, tanto da influenzare il lavoro di tanti altri autori. Oltre a questo, è la prima opera scritta in italiano volgare. 

Boccaccio nel Decameron descrive la società del tempo, mescolando l'ideale di vita aristocratico, basato sull'amor cortese e la magnanimità, coi valori della mercatura, ovvero l'intelligenza, l'intraprendenza e l'astuzia. Il testo racconta di un gruppo di giovani che per 10 giorni si recano in una villa fuori Firenze per sfuggire alla peste nera, e che a turno, per passare il tempo, si raccontano delle novelle di taglio umoristico e con richiami all'erotismo del tempo. Per quest'ultimo aspetto l’opera fu tacciata d'immoralità e fu censurata in molte epoche.

Boccaccio e la pasta in bianco

In un’opera del genere non poteva mancare un riferimento al cibo e, in particolare, alla pasta. Nella descrizione della contrada di Bengodi, paese immaginario dell’abbondanza, paradiso di delizie (il nome è infatti un composto di bene e godere), vengono messi in rilievo due tipi di pasta: «Maccheroni e raviuoli», cotti «in brodo di capponi», che sono fatti rotolare giù da una montagna di parmigiano, per essere gustati da chi si trova a valle. Per una pasta in bianco cremosa e assolutamente democratica.

Nella terza novella dell’ottava giornata Boccaccio scrive (di seguito la parafrasi):

“Si narra che nella contrada di Bengodi esista una montagna di formaggio parmigiano grattugiato, sulla cui cima abita della gente che, dalla mattina alla sera, prepara maccheroni e ravioli, li cuoce nel brodo di capponi e poi li fa piovere giù per il pendio, dove chi più ne piglia più ne ha; lì vicino scorre poi un fiumicello di vernaccia… la migliore vernaccia che abbiate mai bevuto!”

Un vero e proprio paradiso della pasta in bianco!

Bengodi: dove la pasta è di tutti

La contrada di Bengodi era quindi un luogo dove tutti potevano gustare la pasta, sia ricchi che poveri. La montagna di parmigiano stava al centro e i cuochi lavoravano per produrre pasta per tutti. 

Quali potrebbero essere altre versioni di Bengodi? Forse con un fiume di passata di pomodoro dove gettare gli spaghetti appena cotti dai cuochi? Oppure con una collina di strati di besciamella, ragù e pasta, per avere lasagne tutti i giorni? Magari con una cascata di pesto dove far rotolare trofie e bavette? Altrimenti una versione rivisitata della montagna di Boccaccio, con aggiunta di funghi per una pasta in bianco ai funghi?


Usate la fantasia e immaginate la vostra contrada di Bengodi. Non c’è limite all’immaginazione: volete un lago di tonno dove degustare pasta con il tonno in bianco? Et voilà! Basta usare la fantasia.

Comments (0)

No comments at this moment

New comment