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L’apicoltura e il miele al centro del film

La protagonista del film è Gelsomina, una ragazza che si avvicina all’adolescenza ma che è ancora bambina. La famiglia di Gelsomina vive nella campagna dell’Italia centrale ed è composta da lei - sorella maggiore -, altre tre sorelle, il padre Wolfgang, di origine tedesca, e la madre italiana. Il mestiere del padre è proprio quello dell’apicoltore ed è evidente la sua scelta di vita: lontano dalle minacce del mondo esterno, dalla tecnologia, dalla televisione, dai soldi. Anche le figlie vengono coinvolte nel mestiere del padre e in particolare della smielatura. Lotta contro i vicini agricoltori che fanno uso di diserbanti, che nuocciono alle api. Il miele del padre di Gelsomina è un miele all’antica.

Gelsomina è la figlia prediletta, è colei che si occupa di tutto, a fianco del padre. Ma ovviamente Gelsomina sta crescendo e sta scoprendo se stessa. Si immagina altrove, è curiosa di altri mondi. In particolare è affascinata dalla fata televisiva Milly Catena, interpretata da Monica Bellucci, che conduce un programma tv incentrato sulle storie degli abitanti del posto a cui decide di iscrivere la famiglia, producendo un grande sconvolgimento degli equilibri. 

La poesia della terra

Le meraviglie è un film dolce e poetico, proprio come il miele. La campagna che viene ritratta nel film è cruda, dura e difficile. Si tratta di una scelta, non di una necessità: è la vita che i genitori hanno deciso di intraprendere consapevoli delle grandi difficoltà. Non c’è edulcorazione. In questa genuinità si ritrova la poesia, il senso del fare e del sentire. Lo sguardo alieno della televisione, che invade questi spazi, infatti, produce una rottura e un disagio, percepibile sulla pelle di chi guarda. 

La scelta dell’apicoltura e del miele è perfetta: le api sono insetti in via di estinzione, che vanno protetti e accolti. Non c’è produzione di massa per quanto riguarda il miele. Bisogna accudire le api, proteggerle, dare spazio e possibilità di crescita. Solo così in cambio si avrà il miele. C’è uno scambio, una relazione e un mettersi a disposizione della terra. Non un’imposizione, né uno sfruttamento. La famiglia è in simbiosi con questi insetti, con la natura e si pone in una condizione di parità. 

Gelsomina e le api

Una delle scene iconiche del film è quella in cui Gelsomina lascia camminare sul suo viso alcune api per poi aprire la bocca e lasciarne uscire un’altra. Un momento esemplare di quella simbiosi e di quella relazione genuina con la terra. Non c’è paura, non c’è distacco. Gelsomina è cresciuta insieme a quegli insetti, li conosce e non li teme. 

Correte a vedere questa piccola meraviglia, non ve ne pentirete!

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