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L’etimologia della tavola è la rubrica di Oltresole che si avventura tra le parole e la tavola, tra il linguaggio e la cucina. Dopo aver esplorato la parola succo, andiamo alla scoperta di un termine diverso, estremamente italiano: maccherone. Molto più di una semplice terminologia culinaria: racchiude secoli di storia, evoluzioni linguistiche e viaggi culturali. Ma da dove arriva questa parola così centrale nella cucina italiana e non solo? Esploriamo insieme l’etimologia della parola maccherone.

Maccherone: etimologia e teorie

Il termine "maccherone" (plurale maccheroni) compare nei testi italiani a partire dal XIII secolo, ma le sue radici sono più antiche e in parte incerte. Secondo le principali teorie linguistiche, il termine potrebbe derivare dal greco makaría, che indicava una zuppa di orzo o farina condita con brodo, consumata nei banchetti funebri. La parola è connessa a makários, che significa felice o beato (da cui anche il termine "maccheronico").

Secondo Giacomo Devoto, maccherone ha una doppia derivazione. Da macco, ovvero "polenta di fave", che a sua volta è un incrocio di makka (termine mediterraneo) con il latino maccus, che sta a indicare una "grossa mascella".

In ambito meridionale, e in particolare napoletano, esiste il verbo maccare che significa schiacciare o impastare, riferendosi al gesto di lavorare la pasta. "Maccheroni" quindi indicherebbe, in senso lato, una pasta “impastata e lavorata”.

Secondo una leggenda i maccheroni sarebbero stati portati in Italia da Marco Polo, di ritorno dal suo viaggio in Cina nel 1292. Ma, nonostante questa leggenda, sembra che i maccheroni fossero già in uso in Italia già da tempo, ampiamente documentati fin dall'Alto Medioevo, quindi ben prima della nascita di Marco Polo.

Maccheroni: dal Sud Italia al mondo intero

In origine, il termine maccheroni veniva usato in modo generico per indicare diversi tipi di pasta, soprattutto quella fresca fatta a mano. Solo in epoca moderna, con l'industria della pasta, il nome si è specializzato per indicare formati tubolari, come le penne, i rigatoni o i bucatini (a seconda della regione).

In alcune aree dell’Italia centrale e meridionale, ancora oggi "maccheroni" è sinonimo di pasta lunga, fresca, talvolta fatta solo con acqua e farina.

In inglese, la parola macaroni è stata adattata nel XVIII secolo, spesso con riferimento a un tipo di pasta simile ai gobbetti. Il piatto americano mac and cheese deriva proprio da questa tradizione linguistica e non è altro che una ricetta composta da maccheroni e formaggio.

In Svizzera, il termine si è adattato nel dialetto come “Magronen”, da cui il celebre piatto degli Älplermagronen (maccheroni dell’alpigiano), di cui abbiamo scoperto la ricetta.

In base alle diverse parti d'Italia, il termine maccherone può indicare diverse tipologie di pasta o di ricette. Celebre è la frittata di maccheroni, tipicamente napoletana. In questo caso la parola maccheroni non indica un tipo di pasta in particolare. La frittata di maccheroni si può preparare con ogni tipo di pasta, da quella lunga a quella corta. 


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