🌱 Biologico e 100% italiano | 🌾 Integrale
Il Semolato integrale di grano duro “Cappelli” Oltresole nasce da coltivazioni biologiche italiane e da una lavorazione che conserva una grana media, naturale: è una semola più rustica della farina fine (rimacinata) e per questo regala più sapore e colore, una briciola più corposa e quella piacevole masticabilità da pane e pasta “di casa”. La farina/rimacinata, a sua differenza, è più setosa e uniforme, utilizzata solitamente per impasti molto regolari e più elaborati.
🍝 Perfetto per pasta e semole | 🎨 Impasti dorati e profumati
In cucina cambia carattere alle ricette senza complicarle: pasta fresca elastica e saporita, focacce con masticabilità morbida, pane color miele e profumo caldo. La grana media del semolato dà corpo e aiuta a mantenere gli impasti umidi e piacevoli più a lungo—quella sensazione rotonda che invita al bis. Usalo quando cerchi gusto di grano e colore ambrato: orecchiette, trofie, tagliatelle, pizze alla pala e pagnotte “gialle” vengono subito più buone e fragranti. È l’alleato da dispensa per ricette semplici ma speciali: pochi ingredienti, mani in pasta, e in cucina arriva un profumo che sa "di una volta".
Il semolato di grano duro Cappelli dà il meglio con condimenti semplici e mediterranei, perché il suo gusto di cereale è già protagonista. In pasta fresca e formati rustici (orecchiette, cavatelli, tagliatelle), si abbina benissimo a sughi di pomodoro, basilico, aglio e olio EVO, ma anche a verdure di stagione come zucchine, melanzane e broccoli. Nelle focacce e nei pani “gialli”, si sposa con rosmarino, cipolla, olive, pomodorini e con un filo d’olio a crudo che ne esalta profumo e colore.
Per abbinamenti più “ricchi”, funziona benissimo con legumi (ceci, lenticchie) e con ingredienti dal gusto rotondo come zucca, funghi e formaggi stagionati. In panificazione, una quota di semolato in miscela rende l’impasto più saporito e piacevolmente masticabile: perfetto per pagnotte rustiche, pizze in teglia e impasti alla pala, che reggono bene farciture generose senza perdere struttura.
Essendo un prodotto a grana media, il semolato conserva una resa più “piena” rispetto a farine più fini: in cucina questo si traduce in impasti più corposi e spesso più sazianti, perché la masticabilità aumenta e la percezione di “pane vero” è più marcata. Inserito in un’alimentazione equilibrata, è una buona scelta per chi ama prodotti da forno e pasta fatta in casa dal gusto autentico, evitando preparazioni troppo raffinate e neutre.
Il grano duro Cappelli, inoltre, è apprezzato da chi cerca un cereale di tradizione con un profilo aromatico intenso e riconoscibile. Naturalmente contiene glutine, quindi non è adatto a chi deve escluderlo, ma per chi lo consuma rappresenta un ingrediente interessante per variare rispetto alle farine più comuni e ottenere ricette semplici, complete e soddisfacenti, soprattutto in abbinamento a verdure, legumi e condimenti “puliti”.
Il grano duro Cappelli nasce all’inizio del Novecento come risultato di uno dei primi grandi progetti di miglioramento agricolo italiani. Fu selezionato dal genetista Nazareno Strampelli, che partì da varietà di grani duri nordafricani per ottenere una coltura più adatta ai terreni e al clima del Sud Italia. Il nome “Cappelli” è un omaggio al senatore Raffaele Cappelli, promotore della riforma agraria e sostenitore della sperimentazione agricola, che rese possibile la diffusione di questo grano nei campi italiani.
La differenza tra semolato e rimacinata è anche una questione di cultura gastronomica: il semolato, con la sua grana media, richiama le lavorazioni “di una volta”, quando la farina era meno uniforme e gli impasti avevano una texture più viva. È curioso notare come questa ruvidità diventi un vantaggio: la pasta “tiene” meglio il condimento, il pane sviluppa una briciola più presente e quel colore ambrato in cottura fa subito pensare a qualcosa di artigianale e autentico.
Pasta fatta in casa dal morso autentico, ruvida al punto giusto
400 g semola di grano duro “Senatore Cappelli” integrale bio Oltresole
200–220 ml acqua tiepida
1 pizzico di sale
Impastiamo
Versa il semolato a fontana su una spianatoia, aggiungi il sale e inizia a incorporare l’acqua tiepida poco alla volta. Lavora con energia per 8–10 minuti, fino a ottenere un impasto sodo, liscio ed elastico: deve opporre resistenza sotto le mani, senza risultare secco. Forma una palla, coprila e lascia riposare 20 minuti: il glutine si rilassa e l’impasto diventa più docile.
Formiamo
Preleva una porzione di impasto e forma dei cordoncini di circa 1 cm di diametro. Tagliali a tocchetti regolari. Con la lama liscia di un coltello trascina ogni pezzetto verso di te, schiacciandolo leggermente per creare il tipico ricciolo; poi rovescialo sul dito per ottenere la forma dell’orecchietta. Disponile su un telo leggermente infarinato e lasciale asciugare 15–20 minuti.
Cuociamo
Tuffa in acqua bollente salata per 4–6 minuti, finché tornano a galla e restano al dente.
Cime di rapa: in una padella scalda olio EVO, uno spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino. Aggiungi le cime di rapa sbollentate, poi le orecchiette e salta per un minuto. Completa con pangrattato tostato per una nota croccante.
Pomodoro veloce: rosola l’aglio in olio, aggiungi passata o pomodorini, cuoci 8–10 minuti e profuma con basilico. Salta le orecchiette e completa con pecorino o ricotta salata.