Nel nuovo film Wuthering Heights, arrivato nelle sale italiane come Cime tempestose, tratto dal celebre romanzo, il cibo non è un semplice elemento scenografico. È linguaggio emotivo, simbolico, narrativo. È corpo, desiderio, classe sociale. È appartenenza - o esclusione.
Nel cinema contemporaneo il cibo non serve più soltanto a costruire ambientazione: diventa gesto drammaturgico. E nel film di Emerald Fennell questo è particolarmente evidente. Guardare Wuthering Heights significa anche osservare come i personaggi mangiano, cosa mangiano e quando non mangiano. Perché il cibo, qui, racconta tutto ciò che non viene detto.
Il cibo come confine sociale: dal romanzo al cinema
Fin dal romanzo di Emily Brontë, il mondo di Heathcliff è attraversato da una divisione netta: chi appartiene alla casa e chi resta fuori. Nel film questa frattura passa anche attraverso il cibo:
- Mangiare insieme significa appartenere;
- Mangiare altrove significa essere esclusi.
Heathcliff entra nella famiglia Earnshaw, ma non entra mai davvero nella loro tavola simbolica: resta un corpo straniero, tollerato ma non integrato. La sua relazione con il nutrimento diventa quindi una relazione con il potere.Il cibo, più che nutrire, definisce gerarchie.
Nel cinema di Fennell il corpo non è mai neutro. È sempre esposto, vulnerabile, affamato - in senso fisico ed emotivo. Il desiderio passa molto spesso attraverso immagini materiche: carne, terra, contatto, umidità, ingestione. E non è un caso. Il desiderio tra Catherine e Heathcliff non è romantico nel senso classico: è viscerale. Il cibo diventa allora un equivalente simbolico della loro relazione: primitivo, istintivo, eccessivo e non addomesticabile.
Il cibo come linguaggio dell’infanzia
Nel film, l’infanzia condivisa tra Catherine e Heathcliff è uno spazio libero dalle regole sociali. È un tempo in cui il corpo è ancora selvatico, spontaneo, non disciplinato. Qui il cibo riflette ancora una volta il momento: simboleggia gioco, complicità, alleanza e contatto.
Mangiare insieme significa essere dalla stessa parte del mondo. Quando l’età adulta arriva, infatti quel linguaggio si spezza. E con esso si spezza anche la possibilità di restare uguali.
Uno dei contrasti più forti del film è quello tra la tavola domestica e la brughiera.
La prima rappresenta ordine, classe sociale, controllo.
La seconda rappresenta libertà, pulsione, identità profonda.
Catherine appartiene a entrambe. Heathcliff solo alla seconda.
In Wuthering Heights il cibo non è mai neutro: è materia sensuale, a volte disturbante, sempre significativa.
Diventa un modo per raccontare:
- desiderio
- gelosia
- appartenenza
- esclusione
- trasformazione
Mangiare significa incorporare il mondo. E Heathcliff non riesce mai davvero a incorporare quello degli altri.
Il cibo racconta ciò che le parole non possono dire. E forse è proprio per questo che continua a essere uno degli strumenti più potenti del cinema.
Nel film di Fennell questo è ben evidente. Un esempio è l’uovo, che diventa un simbolo di sensualità, fertilità, vita e complicità. Così come i banchetti sontuosi di Catherine, con fragole giganti, gelatine, aspic, pudding, frutti di mare, che ricordano tanto i banchetti di Maria Antonietta di Sofia Coppola. Ma questa abbondanza non riesce a saziare l’appetito di Catherine, il cui desiderio è rivolto altrove.
Il cibo quindi diventa un linguaggio a sé: da una parte surreale, super estetizzato, eccessivo; dall’altra parte viscerale, sensuale e iper realistico.
Avete visto il film? Avete notato la presenza predominante delle scene legate al cibo? La visione di una fragola gigante non si dimentica facilmente!
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