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Dalla letteratura passiamo al cinema e non un cinema qualunque, parliamo infatti di un genere molto particolare, quello dei fagioli western e dei suoi esponenti principali: gli iconici Bud Spencer e Terence Hill. 

Fagioli e cinema: dal West alla tavola 

Il cibo racconta storie, proprio come il grande schermo. E tra tutti i cibi che hanno lasciato un’impronta nella storia del cinema, i fagioli occupano un posto speciale: semplici, genuini, nutrienti. Il loro profumo davanti a un fuoco o su un fornello ha il sapore del viaggio, dell’avventura e della condivisione. 

Nei western classici, i fagioli erano il cibo dei cowboy e dei cercatori d’oro, un pasto essenziale dopo giornate di polvere e silenzio. Intorno al fuoco, la pentola di fagioli ribolliva come un piccolo rito quotidiano: nutrire il corpo e lo spirito. In film come Il buono, il brutto, il cattivo o Per qualche dollaro in più, quella zuppa semplice a base di legumi diventa simbolo di una vita autentica, legata alla terra.

Bud Spencer e Terence Hill: quando i fagioli diventano mito

Ma è con Lo chiamavano Trinità (1970) che i fagioli diventano leggenda. La scena in cui Bud Spencer si siede e, dopo una giornata di scazzottate, si gode una padellata di fagioli con cipolla e pane è rimasta nella memoria di generazioni di spettatori. Quel gesto, semplice e vigoroso, racchiude tutta la filosofia dei due eroi: forza, ironia, amicizia. I fagioli non sono solo cibo, ma un simbolo di vita genuina e di energia naturale. E, poi, di un vero e proprio genere cinematografico. Così, infatti, è nato un sottogenere del genere, ovvero dagli spaghetti western si è passati ai fagioli western. Una sorta di parodia dei western americani classici, dove le pallottole sono sostituite dai pugni e dove vince sempre l’umorismo.

Pochi anni dopo, nel 1973, Bud Spencer torna a mangiare fagioli nel film Anche gli angeli mangiano fagioli, sempre diretto da E.B. Clucher. Questa volta però la scena si sposta alle strade di Chicago, tra pugni, risate e grandi mangiate. Accanto a Bud Spencer c’è Giuliano Gemma, e insieme interpretano due “buoni guasconi” che, pur tra mille guai, restano fedeli ai loro valori: onestà, solidarietà, fame autentica. Il titolo stesso è un manifesto: anche gli angeli, cioè le persone semplici ma dal cuore grande, mangiano fagioli - non cibi raffinati, ma il nutrimento della gente vera. È una celebrazione della genuinità contro la corruzione, del gusto autentico contro l’artificio.

La ricetta dei fagioli di Bud Spencer

Per sentirsi nei panni di un cowboy e per entrare nel cuore di un fagioli western basta mettersi ai fornelli e preparare la ricetta dei fagioli alla Bud Spencer. Chiamati anche fagioli alla Trinità, in nome del film che li ha resi celebri, questo piatto non è che una variante messicana dei classici fagioli all’uccelletto

La ricetta dei fagioli di Bud è semplicissima: basta versare in padella un po’ di soffritto di cipolla, aggiungere la salsiccia a bocconcini e ammorbidirla fino a romperla per bene. Sfumare con del vino bianco e aggiungere i fagioli scolati. Insaporire con sale, pepe e peperoncino. Mescolare bene e aggiungere la polpa di pomodoro insieme all’alloro. Cuocere per qualche minuto, mescolando di tanto in tanto. Una volta pronti, servire i fagioli alla Bud con qualche fetta di pane casereccio e gustarli, magari davanti a un bel film con protagonisti Bud Spencer e Terence Hill.

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