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E’ l‘ideale per insaporire antipasti, verdure fresche, selvaggina e primi piatti dai gusti delicati.
L'aceto balsamico può vantare la presenza di una particolare sostanza chiamata acido acetico, composto organico che attiva nell'organismo umano una serie di enzimi in grado provocare l'ossidazione degli acidi grassi nel sangue; questa reazione comporta una sostanziale accellerazione del metabolismo e un generico miglioramento della pressione sanguigna. Due cucchiai di aceto diluiti in un litro d'acqua possono favorire il dimagrimento, il consumo del prodoto non va inteso come sostitutivo di diete o cure dimagranti.
Aceto deriva dal latino acetum, la cui radice etimologica ak sta per “essere pungente” del verbo acere, "inacidire”. Viene definito "balsamico" perché in passato si pensava avesse proprietà medicinali. Veniva, infatti, usato come antisettico per il mal di gola e come digestivo per evitare il mal di stomaco ed inoltre si pensava potesse prevenire la peste. È usanza modenese utilizzare un sasso del fiume Panaro per tenere ferma la pezza che protegge l'apertura della botte, senza questa accortezza il risultato finale potrebbe non essere lo stesso. Per la degustazione si consiglia di non utilizzare mai un cucchiaio di metallo perché potrebbe alterare le caratteristiche organolettiche, è preferibile utilizzare un cucchiaio in ceramica. I degustatori più conservatori, invece, ne mettono alcune gocce dell'incavo tra pollice e indice perché il calore della pelle ne esalta profumi e sapori.