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Dalle colline assolate della Romagna,un prodotto artigianale dai vividi riflessi rosso carminio contraddistinguono il Romagna DOC Sangiovese Superiore Oltresole. Un sottobosco intenso di frutti maturi e armonici e un delicato retrogusto di violetta per unire la tradizione e l’eleganza dei vitigni della nostra terra.
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Ultima recensione

Il vero Sangiovese romagnolo allaportata di tutti e ad un prezzo onesto e concorrenziale. Da provare o da riprendere, come nel mio caso!
Un "MUST" romagnolo! Vino eccezionale per accompagnare arrosti o grigliate o carne di qualsiasi genere. Ma adatto, in fondo, a tutte le pietanze! ECCEZIONALE!!
Bevuto con grigliata mista. Si sposa bene.
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Il Vino Romagna Doc Sangiovese Superiore da gustare con carne alla griglia, formaggio fuso e primi piatti saporiti. Si sposa alla perfezione con il brasato, la selvaggina di piuma e di faraona.

Il vino è risultato un ottimo antiossidante, grazie alla sua capacità di combattere i radicali liberi, questo comporta anche un rallentamento dell'invecchiamento. Un bicchiere di vino rosso contiene per l'85% acqua, mentre il resto è fatto di carboidrati, zuccheri, proteine, alcol, sali minerali come calcio, sodio, fosforo, potassio, zinco, fluoro e magnesio. Sono presenti anche alcune vitamine come la A, la B1, B2, B3, B4, B6, K e J. Il vino rosso, a differenza del bianco, contiene concentrazioni 20 volte maggiori di composti fenolici. Grazie alla proprietà racchiusa nel resveratrolo, con basse dosi di vino il nostro cervello riesce a liberare le endorfine dando un senso di pacatezza e tranquillità. L’assunzione moderata di vino sembra avere un effetto benefico anche sulle ossa, contrastando l’osteoporosi sia negli uomini che nelle donne. Essendo una bevanda alcolica se ne consiglia l'uso con moderazione, poichè può provocare dipendenza.

Il Sangiovese è uno dei più importanti vitigni italiani ed il più coltivato in Italia. Se ben coltivato è il vino dal perfetto equilibrio, con profumi molto raffinati, floreali e delicati. Per questo serve attenzione quando lo si unisce in miscela ad altri vitigni e soprattutto durante la maturazione del grappolo, che deve essere lenta, in modo che i tannini evolvano gradualmente. La storia narra come il Sangiovese fosse già noto agli Etruschi e si sia diffuso poi nell’Italia centrale seguendone le rotte commerciali, prova ne sarebbe il fatto che i loro domini in Italia centrale coincidono con i terreni prediletti del vitigno: Romagna, Toscana, Umbria. Un altro mito invece narra come il nome derivi da Sanguis Jovis, sangue di Giove, nome attribuitogli da un monaco cappuccino del convento di Sant’Arcangelo di Romagna, nei pressi del monte Giove, durante un banchetto in onore di papa Leone XII, il quale chiese come si chiamasse la dolce bevanda che i monaci avevano servito. La prima fonte attendibile che parla di Sangiogheto e Sangioveto è Giovan Vettorio Soderini, gentiluomo cinquecentesco. “Vitigno sugoso e pienissimo di vino” ci dice, “Che non fallisce mai”, ma anche pericoloso, perché è facile farne aceto.

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