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Le mezze maniche biologiche Oltresole sono realizzate con grano duro italiano Senatore Cappelli, una varietà di grano molto antica e nutriente, prevalentemente coltivata nel sud Italia. Il grano duro Senatore Cappelli è dotato di eccellenti qualità nutrizionali e si caratterizza per un alto valore proteico, per questo le mezze maniche sono da considerarsi un piatto unico. Questo tipo di pasta artigianale si contraddistingue per la leggerezza e il sapore ricco e gustoso, che evoca campi di grano giallo paglierino baciati dal sole. La pasta ad alta digeribilità di fattura artigianale è il formato ideale per chi ama i condimenti corposi e prelibati, come il ragù alla bolognese o una genuina salsa a base di verdure fresche di stagione. La pasta, a basso indice glicemico, non appesantisce ed è facilmente digeribile. Per cuocere le mezze maniche artigianali basteranno solo cinque minuti e poi aggiungerci il condimento che più vi piace. Nella confezione di pasta di grano duro potrebbero essere presenti tracce di soia e di lupino.
2,70 €
Valori nutrizionali su 100g
Valore energetico: 1354,2 Kj/321 Kcal
Carboidrati: 61.10 g di cui zuccheri 1,48 g
Grassi: 2.5 g di cui saturi 0.68 g
Proteine: 11,80 g
Fribre: 2,80 g
Sale: 0,03 g

Le mezze maniche di grano duro Senatore Cappelli, risultano come sapore simile alla pasta più tradizionale, e proprio per questo molto versatili negli abbinamenti. Per le mezze maniche sono particolarmente indicati gli accostamenti con il pomodoro fresco o sughi semplici al burro.

Se paragonati i valori nutrizionali di una pasta di grano duro moderno e quelli di una pasta di grano Senatore Cappelli italiano risulta evidente il minor contenuto di proteine, ma anche il minor apporto di zuccheri. Inoltre, rispetto ai canonici 100 grammi, la pasta di grano Cappelli fornirà più vitamine e sali minerali di quella di grano duro moderno, a parità di calorie (o anche meno).

La curiosa denominazione è un riconoscimento di Nazareno Strampelli, creatore del grano rivoluzionario, al marchese Raffaele Cappelli che gli consentì di utilizzare a fine sperimentale un podere della Puglia Settentrionale nel quale impiantare le nuove sementi. Quando nel 1923 il genetista selezionò la varietà definitiva del nuovo e rivoluzionario grano, Cappelli era diventato senatore del Regno d’Italia, perciò venne introdotto nel mercato col nome di Senatore Cappelli.

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