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Piccole scorzette agrumate e profumi d’estate per la confettura di arancia che Oltresole propone. Con il suo agrodolce inconfondibile regala golosi abbinamenti dalla colazione della mattina fino agli aperitivi salati prima di cena, che accontenta ogni palato. Le arance utilizzate sono succose, ricche di vitamina C, e soprattutto lavorate artigianalmente nel nostro territorio. La confettura di arance è un modo perfetto per conservare tutto il gusto di questi frutti invernali e imprigionarlo in una fragrante crostata o stenderne un velo su fette biscottate croccanti. Uno spicchio d'inverno che potrete tenere in dispensa e concedervi quando più lo desidererete. Ottima anche servita insieme a dei formaggi a pasta dura.
4,60 €

Per sfiziosi aperitivi agrodolci: tocchetti di Caciocavallo, Toma piemontese, Ricotta, Pecorino e formaggi caprini con l’aggiunta di miele di tiglio e di erbetta medica.

Le arance sono ricche di calcio, fosforo, potassio, ferro, selenio e numerose vitamine come vitamina C, A, B1 e B2. Aiutano ad abbassare il pH, grazie alla notevole presenza di acido citrico, e migliorano i processi digestivi. Sono ricche di antiossidanti, contrastano l’invecchiamento cellulare, rafforzano il sistema immunitario e rendono più attivo il metabolismo. Le arance sono composte principalmente da carboidrati e acqua. La presenza di fibre, nello specifico pectina, cellulosa e lignina, aumentano il senso di sazietà e migliorano il transito intestinale.

Questo frutto è originario della Cina e nello specifico del sud-est asiatico e pare che in principio fosse un ibrido tra pompelmo e mandarino, anche se poi si è sviluppato come specie autonoma. Venne importato in Europa nel XIV secolo dai marinai portoghesi, anche se alcune fonti ne attestano la presenza già nel I secolo in età romana: pare infatti che l’arancia fosse coltivata in Sicilia con nome di “melarancia”. La vitamina C è contenuta solo per il 25% nel succo, la maggior parte delle proprietà benefiche di questo frutto sono proprio nella parte bianca e spugnosa che spesso viene buttata. Nel Convento di Santa Sabina all’Aventino, a Roma, si trova una pianta di arancio portata da San Domenico, fondatore dell’ordine domenicano, nel 1220.

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