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AMARANTO BIO 5 Kg

28,90 €
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L'Amaranto proposto da Oltresole è certificato Biologico: un cereale atipico, definito anche "falso cereale", poiché tecnicamente questi chicchi non sono veri e propri cereali, ma i semi contenuti nel fiore della pianta di amaranto. Dalle antichissime origini, l’amaranto, era utilizzato soprattutto dagli Aztechi ed era considerato il grano degli dei. Composto da chicchi piccoli e rotondi, il suo colore è beige chiaro-crema. Oggi è molto apprezzato, sia per il suo essere naturalmente privo di glutine, ma anche da coloro che si attengono a regimi alimentari vegetariani e vegani, perché costituisce una risorsa importante per la ricchezza di proteine di origine vegetale. E’ costituito prevalentemente da fibre, poi contiene sali minerali, calcio, ferro, fosforo e magnesio, vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B. Oltre ad avere un contenuto proteico elevato. Nel centro America, dove questo alimento ha un’antica tradizione, è utilizzato soprattutto nella preparazione di dolci, di snack oppure per ottenere, come con il mais, i popcorn di amaranto o ancora essere soffiati. In occidente, invece, l’abbinamento più consueto è con verdure e legumi. Si può utilizzare al posto del cous cous e condire con spezie, in particolare con curcuma, cannella e zenzero. Ottimo è anche l’abbinamento con le erbe aromatiche, come basilico, maggiorana e menta.

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10 Articoli

Valori nutrizionali su 100g

Valore energetico
1554 Kj / 371 Kcal
Carboidrati
65,3 g
di cui zuccheri
1 g
Grassi
7,0 g
di cui saturi
1,4 g
Proteine
13,60 g
Fibre
6,70 g
Sale
0,01 g
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Estremamente versatile, l’amaranto si usa per preparare gustose zuppe, sfiziosi finger food e dolci. Unito alla farina può essere utilizzato per realizzare della pasta fresca. Inoltre può essere soffiato e diventare un ingrediente da aggiungere al latte per la prima colazione. Può anche diventare un ripieno per farcire vegetali o per preparare involtini di carne. Per prima cosa l’amaranto va lavato sotto acqua corrente. Poi va bollito, in tanta acqua pari a tre volte la quantità dell’amaranto, per 30-40 minuti. Dopo la cottura lasciate riposare per 10 minuti senza rimescolare nella pentola coperta. Per avere una resa ottima di questo vegetale, la cosa migliore da fare è quella di unirlo a un cereale come il riso o il miglio. In Messico, l’amaranto viene molto utilizzato, tanto che uno dei dolci più amati in questa terra è a base di questo ingrediente e si chiama l’alegria dulce.
Si tratta di un cereale "amico" per chi vuole evitare o limitare l'ingrassamento. Molto di più che il frumento, anche di quello integrale, riduce i possibili picchi di insulina che derivano dalla sua assunzione, avendo un Indice Glicemico più basso grazie alla maggiore presenza proteica e al contenuto più elevato di fibra indigeribile. Essendo a base di fibre insolubili (cellulosa, emicellulose, lignina) che aumentano la massa fecale accelerandone il transito intestinale, l'amaranto aiuta a combattere la stitichezza. L’amaranto è inoltre naturalmente privo di glutine.
L'amaranto era sfruttato a fini alimentari dagli Aztechi e dagli Incas che lo consideravano sacro, l'etimologia del suo nome e il significato della pianta è che non appassisce ed è per questo che porta in sé il significato di amicizia, stima eterna, sentimenti eterni che non vengono intaccati dal tempo. I romani attribuivano all'Amaranto il potere di tenere lontana l'invidia e la sventura. Dopo l'arrivo dei conquistadores spagnoli in Messico all'inizio del 1500 l'amaranto era quasi scomparso in America per esser poi riscoperto verso il 1970. Nel frattempo l'amaranto si era diffuso in tutto il mondo soprattutto al posto del grano in Africa, India e Nepal. Nel periodo '600-'800 l'amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico. Dagli anni 60' tornò di moda coltivarlo negli Stati Uniti e successivamente si diffuse anche in Europa come pianta ornamentale. Nella mitologia greca si narra che le dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; in tale contesto era, dunque, utilizzato per ottenere protezione e benevolenza. Oggi il nome "amaranto" identifica anche un colore, una tonalità di rosso vivo, che era estratto dalle spighe e dalle foglie della pianta per usi rituali quando era necessario simulare il sangue della vittima sacrificale.

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