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Polpa delicata e armonia di sapori per il Succo alla Pesca Bio Oltresole. Una bevanda nutriente e rinfrescante per una dolce pausa dallo studio o dopo un’intensa attività fisica. Gusto genuino dei prodotti italiani raccolti e lavorati con cura.
2,40 €
Valori nutrizionali su 100g
Valore energetico: 168kJ/ 40 kcal
Carboidrati: 8,9 g di cui zuccheri 8,90 g
Grassi: <0,5 g di cui saturi <0,1 g
Proteine: 0,50 g
Fribre: 1,00 g
Sale: 0,01 g

Ideale per aperitivi analcolici o per rivisitare la ricetta del Bellini.

La pesca agisce sul fegato grazie alle sue proprietà drenanti e disintossicanti, ma anche per la modesta quantità di iodio che va a stimolare la tiroide. Questo frutto è un detossicante naturale con effetto antidolorifico nelle cefalee di origine digestiva. La pesca si rivela efficace in tutte le condizioni di ipofunzionalità tiroidea sia per lo stimolo diretto del suo contenuto in iodio, sia perché incrementa la diuresi. La pesca è un frutto rimineralizzante, tonificante e ricostituente, grazie all’abbondanza di calcio, potassio e zuccheri. La polpa e la buccia della pesca hanno un buon contenuto di composti antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi e aiutano l’organismo a prevenire diverse patologie come le malattie cardiovascolari ed alcuni tipi di tumore. L’assunzione di una pesca al giorno fornisce all’organismo circa il 15% del fabbisogno giornaliero di vitamina C ed è indispensabile per la fortificazione delle ossa e l’assorbimento del ferro nel sangue. La pesca è una buona fonte di fibra alimentare in grado di assorbire l’acqua e prevenire disturbi di stitichezza e gastrite. La fibra è inoltre d’aiuto nella pulizia dell’intestino e nel processo digestivo. L’abbondante presenza di potassio rilassa le pareti dei vasi sanguigni, riduce lo stress del sistema cardiocircolatorio e ha effetti positivi sull’ipertensione.

Questo frutto è originario della Cina dove se ne hanno notizie fin dal 2000 AC e pare sia stata introdotta nell’area del Mediterraneo con le spedizioni di Alessandro Magno, arrivando sino in Persia, da cui il nome persica. All’inizio venne coltivata in Grecia, poi arrivò in Italia e venne portata in Messico dagli Spagnoli. Nell’antico Egitto era il frutto sacro di Arpocrate, dio del silenzio e dell’infanzia: per questo ancora oggi le guance dei bambini sono paragonate alla pesca. In Cina la pesca è considerata simbolo di immortalità perché si crede che mangiandolo si preservi il corpo dalla corruzione. In Giappone l’albero del pesco è considerato protettore dalle forze malefiche e associato agli esorcismi. Esiste una varietà di marmo estratto in Toscana che viene definito “persichino” e lo stato della Georgia è soprannominato Peach State per l’estensione delle sue coltivazioni di pesca.

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